1. Una definizione semplice
Gli expected goals (xG) stimano la probabilità che un tiro diventi gol, in base a come e da dove viene effettuato: distanza, angolo, parte del corpo, tipo di azione, presenza di difensori. Un tiro da 30 metri può valere 0,03 xG, un tiro a porta vuota da due metri oltre 0,9.
Esempio
Una squadra tira 12 volte: la somma dei valori dei tiri è 1,8 xG. In media, con occasioni di quella qualità, segnerebbe circa due gol. Un rigore vale circa 0,75–0,8 xG.
2. A cosa servono
- Capire se un risultato rispecchia l'andamento della partita: chi vince 1-0 con 0,4 xG contro 2,1 è stato soprattutto fortunato o bravo in porta.
- Valutare il rendimento su più partite, meno influenzato dagli episodi rispetto ai soli gol.
- Individuare squadre che creano molto ma segnano poco (o il contrario), un segnale che spesso tende a riequilibrarsi.
3. I limiti
Modelli diversi
Ogni fornitore usa un proprio modello: i valori di xG di siti diversi non coincidono.
Non vedono tutto
Un'azione pericolosa senza tiro vale zero xG, anche se ha messo in difficoltà la difesa.
Qualità dei giocatori
Il modello considera il tiro medio: un attaccante molto preciso può segnare stabilmente più dei suoi xG.
Campioni piccoli
Su poche partite gli xG oscillano molto; diventano utili su almeno 8-10 gare.
Da ricordare
Gli xG descrivono quello che è successo, non predicono il risultato. Le quote degli operatori tengono già conto di questi dati.
4. Come usarli insieme agli altri dati
Gli xG funzionano meglio insieme a classifica, forma e contesto della partita, come spiegato in come analizzare una partita di calcio. Per i limiti del ragionamento sulle serie di risultati vedi caso e probabilità.
Domande frequenti
Esistono anche gli xG subiti?
Sì (xGA): misurano la qualità delle occasioni concesse agli avversari e dicono molto sulla solidità di una difesa.
Gli xG valgono anche per altri sport?
Il concetto esiste anche per hockey e altri sport, con modelli diversi. Nel basket si usano più spesso percentuali di tiro ed efficienza offensiva.